Lunedì, 03 Aprile 2017 14:42

Ricercatori e ricercati al Cnr? Fare subito chiarezza!

L'inchiesta di Report a cura di Giulio Valesini dal titolo "Ricercatori e ricercati" andata in onda il 27 marzo su Rai 3 ha, com'era prevedibile, lasciato grande sconcerto in tutta la Comunità Scientifica. Dalle carte di un audit interno del Cnr di cui Report è venuto in possesso, emergono convegni contabilizzati più volte, richieste di finanziamenti con firme false e progetti di ricerca inesistenti. All'Istituto per l'ambiente marino costiero, alcuni acquisti venivano fatti all'insaputa dei ricercatori responsabili dei progetti.

Tutto questo indigna e fa riflettere.

Il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Valeria Fedeli, cui spetta la vigilanza sul Cnr, ha diffuso un comunicato dal titolo Fare subito chiarezza in cui ha sottolineato «la totale fiducia nel ruolo della magistratura», ed ha aggiunto che «la massima trasparenza è d'obbligo anche a tutela dell'immagine del Cnr».
A stretto giro è seguita la replica del presidente del CNR Inguscio che, in risposta alla urgente richiesta della Ministra, ha dichiarato che «Verrà fatta chiarezza su eventuali nuovi temi emersi durante la trasmissione, su cui verranno intraprese tutte le eventuali azioni del caso anche a tutela delle oltre 8 mila persone del Cnr che da sempre si dedicano alla ricerca con passione, serietà e correttezza».

Anche noi ci aspettiamo chiarezza.

In una comparazione globale della produzione scientifica di cinquecento istituzioni di ricerca governative stilata nel 2016 dalla prestigiosa rivista Nature, il CNR risulta al nono posto.
Il CNR riceve dal Ministero un finanziamento ordinario intorno ai 600 milioni, 500 dei quali sono utilizzati per gli stipendi, mentre i rimanenti non bastano a garantire le spese per mantenere fisicamente aperti gli Istituti (energia elettrica, rete internet ecc.).
Il bilancio di 1,2 miliardi riportato da Report in realtà include i finanziamenti che gli scienziati del CNR ottengono in modo competitivo sulla scena globale, malgrado una situazione di riforma ormai infinita dell'ente operata soprattutto per far fronte ai sempre più limitati finanziamenti ordinari.

In una condizione analoga opera ormai tutta la ricerca scientifica pubblica italiana.

La FISV, Federazione Italiana Scienze della Vita, rappresenta 14 Associazioni Scientifiche che aggregano più di 5000 ricercatori italiani e, oltre al giusto sdegno per gli episodi di illegalità, si aspetta maggiore attenzione e rispetto per la capacità di università ed enti pubblici di ricerca di operare con grande dedizione e spesso in modo eccellente, malgrado le enormi difficoltà economiche e il continuo aggravamento degli oneri burocratici.

La demonizzazione generalizzata dell'intero mondo della ricerca allontana i cittadini dalla cultura scientifica, senza peraltro spaventare i disonesti.

Pertanto invitiamo tutta la Comunità Scientifica a far proprio il nostro comunicato, pubblicandolo sul proprio sito e diffondendolo sui social.

Questa è la nostra "Marcia" per la Ricerca.

F.to
Il Consiglio Direttivo FISV - Federazione Italiana Scienze della Vita - www.fisv.org

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