In ricordo di Luca Cavalli Sforza

  • 03 Sep 2018

L'Italia ha avuto e ha tanti bravi genetisti, ma nessuno della statura scientifica e intellettuale di Luca Cavalli-Sforza, che ci ha lasciati il 31 agosto. Con la sua intelligenza sfolgorante e la sua vastissima cultura ha contribuito come pochi altri al mondo allo sviluppo della genetica moderna.
Il lavoro di una vita di Luca Cavalli-Sforza ha promosso e accompagnato una profonda trasformazione della genetica, da attività artigianale qual era negli anni sessanta, alla grande impresa tecnologica che oggi, con la genomica, e ci offre possibilità senza precedenti di comprendere le nostre differenze e come si sono evolute, e quindi di migliorare la nostra vita.
Nato a Genova il 25 gennaio del 1922, laureato in Medicina, dall'Istituto di Idrobiologia a Pallanza dove aveva seguito Adriano Buzzati-Traverso fino all'Università di Stanford, ma sempre restando legato all'Italia e a Pavia, la carriera di Luca Cavalli-Sforza attraversa l'intera storia della genetica.
La scoperta dei ceppi batterici Hfr, gli studi sugli isolati genetici, fino all'intuizione che nel nostro DNA sta racchiuso un messaggio dal passato che può rivelarci aspetti altrimenti inconoscibili della storia e della preistoria dell'umanità, sono solo alcuni passaggi di una carriera luminosa. Pochi come Luca Cavalli-Sforza hanno saputo attraversare i confini fra discipline diverse, sviluppando collaborazioni con demografi, ecologi, linguisti, antropologi, archeologi, biologi molecolari e storici. Pochi come lui hanno saputo affascinare con le loro idee, formando generazioni di giovani scienziati che in tutto il mondo gli saranno per sempre debitori.
Luca Cavalli-Sforza è stato socio fondatore e presidente dell'Associazione Genetica Italiana, una delle 14 società scientifiche che formano la FISV. La FISV e tutte le società scientifiche si stringono con commozione e affetto intorno ai figli Matteo, Francesco, Tommaso e Violetta, piangendo la perdita di un grande maestro e di un uomo straordinario.