Premio Nobel per la Medicina 2018 a James Allison e a Tasuku Honjo

  • 03 Oct 2018

“Quest’anno il Premio Nobel per la Medicina è stato assegnato alle ricerche fondamentali che hanno posto le basi per lo sviluppo dell’immunoterapia dei tumori, la grande svolta dell’ultimo decennio nella cura del cancro”
Oggi è possibile sconfiggere i tumori utilizzando farmaci che NON agiscono direttamente sulle cellule tumorali, bensì “risvegliando” o “istruendo” le cellule del nostro sistema immunitario a riconoscere come “estranee” le cellule tumorali e ad eliminarle.
La vera svolta si è avuta nel 2011 con l’approvazione del primo anticorpo monoclonale con questo nuovo meccanismo di azione (chiamato inibizione dei checkpoint immunologici) nel melanoma a cui poi è seguita e sta ancora seguendo una catena interminabile di successi.
A questi successi si sono aggiunte recentemente le CAR-T, linfociti T prelevati dai pazienti, e ingegnerizzati opportunamente per combattere con armi potenziate le cellule tumorali. La ricaduta dell’immunoterapia è enorme, sia perché ad esempio in alcune malattie come il melanoma metastatico, prima incurabili, si raggiungono fino al 60% di casi di sopravvivenza a lungo tempo, un risultato prima inimmaginabile, sia perché l’efficacia non è confinata solo ad una patologia tumorale ma porta a benefici in molti tipi di tumore.
Fatto non irrilevante è che il riconoscimento sia stato dato ai due ricercatori che con le loro ricerche di base hanno posto le fondamenta  di questo successo. Come ricercatori sappiamo che siamo solo agli albori delle ricadute cliniche in questo campo e le potenzialità sono davvero entusiasmanti.
L’Italia vanta una fortissima scuola di immunologia e immunoterapia. Una ragione in più per investire seriamente e costantemente nella ricerca nel nostro paese con finanziamenti di portata crescente.

Prof. Gennaro Ciliberto
Presidente FISV